| Due passi nell'Acquedotto |
Volevamo visitare la Galleria di Monte Ippolito, lunga settecento metri e scavata nella roccia denominata scaglia rossa , grazie al servizio di visite guidate dell'associazione Narni Sotterranea.
Come nostro "Virgilio" della situazione , abbiamo avuto la fortuna di avere Roberto Nini ,sempre dell'associazione Narni Sotterranea ( Associazione Narni Sotterranea ) , del Gruppo Speleologico UTEC Narni ( GS UTEC Narni ) e grande conoscitore di questa struttura ( è un archeologo ) .
| L'ingresso |
Di sicuro l'emozione è fortissima e il pensiero và spontaneamente a coloro che lo hanno progettato ( gli ingegneri Romani ) ma anche a coloro che , probabilmente, lo hanno realizzato ( gli schiavi ) .
| Un tratto della galleria |
Il primo serviva per tenere l'allineamento ( era lo strumento con cui venivano tracciati il Cardo e il Decumano e cioè le due vie principali che si incontravano ad angolo retto e che costituivano l'atto di nascita di una nuova città o anche di un semplice accampamento ) tra due punti ed era basato su una specie di struttura a croce a cui erano agganciati dei fili a piombo. Per mezzo di un asta che veniva posizionata ad una certa distanza e traguardando dai fili a piombo all'asta stessa era possibile tracciare una linea retta tra i due punti.
| Galleria |
Un riferimento su come erano fatti e come si usavano questi due antichi strumenti topografici si può trovare al seguente link : Antichi Strumenti Topografici . E' possibile vedere i due strumenti ( o meglio la loro copia ) e altre cose interessanti ( ad esempio il tracciato dell'acquedotto e alcune tecniche costruttive ) nei locali sotterranei del Convento di San Domenico a Narni .
Bene, con gli strumenti sopra visti, i Romani hanno realizzato la galleria di Monte Ippolito ( nell'acquedotto in realtà ci sono tre gallerie ) lunga 700 metri e con una pendenza che rimane costante e vicina al 5 per mille ( per intendersi, su un chilometro di galleria , la quota "cala" di non più di cinque metri ) questo ,probabilmente, per questioni relative alla velocità che NON doveva acquistare l'acqua una volta incanalata nel condotto .
| Curva di 11 gradi |
| Curva - altro particolare |
Nel punto di incrocio la volta si alza ( saranno due metri ) anche per correggere l'eventuale dislivello.
In genere, lungo il tracciato di un acquedotto, venivano realizzati, dei pozzi che avevano il triplice scopo di consentire durante la costruzione l'evacuazione del materiale scavato e di costituire un modo per ossigenare il condotto e ,dopo la costruzione, di offrire un punto di accesso per la manutenzione ( pulizia del condotto ) e delle eventuali riparazioni .
La galleria di Monte Ippolito non ha nessun punto imtermedio in settecento metri di sviluppo. Noi siamo entrati in un tratto della galleria e siamo usciti settencento metri più avanti mediante una diramazione laterale che porta ad un pozzo di circa quindici metri di altezza realizzato come una struttura a chiocciola con lo spazio internoadibito l'avacuazione del materiale di scavo mediante ( si suppone ) secchi . Nonostante la mancanza di pozzi intermedi la circolazione dell'aria è perfetta e si sente , in maniera quasi costante , una brezza che ti spira incoontro.
| Galleria con soffitto a Capuccina |
| Alcune concrezioni |
| Galleria di servizio |
La galleria prosegue per circa settecento metri fino ad incontrare una galleria di servizio ,ortogonale a quella principale, da cui siamo usciti attraverso un pozzo a chiocciola di quindici metri in cui la parte centrale vuota serviva probabilmente per tirare via il materiale di scavo ,dato che non ci sono altri accessi alla struttura .
| Operaio in riposo nella nicchia |
In questa galleria laterale passano anche le tubature che ,collegate ad un pompa, servono per mantenere il livello dell'acqua nell'ultimo tratto della galleria principale in maniera che la galleria stessa sia percorribile .
| Un tratto del pozzo di uscita |
| All'esterno |
L'associazione Narni Sotterranea che gestisce le visite all'acquedotto e le visite alla chiesa sotterranea all'interno del complesso conventuale di San Domenico ( tra cui alcune sale utilizzate dall'Inquisizione del Santo Uffizio ) ha realizzato un cortometraggio, che uscirà a Dicembre, e il cui trailer è disponibile a questo link L' ULTIMOELETTO
In definitiva, se a qualcuno piace questo tipo di speleologia, una vista a questa struttura può essere molto interessante per accendere un nuovo interesse o confermarlo .
La città di Narni è ricca di bellezze architettoniche e archeologiche e anche i dintorni non scherzano : abbiamo visitato la vicina città di Amelia : notevoli le mura megalitiche e le cisterne, anche in questo caso, Romane ) e a poca distanza da Narni c'è il paese di Stifone, che non abbiamo visitato per motivi di tempo, ma che abbiamo intenzione di visitare in una prossima uscita.

veramente bello questo acquedotto, del resto i Romani erano veramente maestri nel realizzare queste opere. Erano meno inclini all'arte rispetto a greci ed egizi ma per quanto riguarda l'ingegneria erano mila anni avanti. Ci sono opere del 1700-1800 che sono state costruite pensando di copiare quelle romane e solo dopo la loro realizzazione ci si è accorti di aver tralasciato dei dettagli che sembravano insignificanti e invece erano fondamentali alla riuscita dell'opera. un esempio è l'acquedotto nottolini che è tagliato dall'autostrada tra lucca e pistoia realizzato a metà del 1800 dove non si è tenuto conto delle dilatazioni termiche delle murature che ne hanno provocato la lesione in più punti. I romani sapevano perfettamente come evitare queste lesioni ma nel 1800 ancora non era stata imparata questa lezione. fede
RispondiEliminaE' vero .
RispondiEliminaIn effetti il giorno dopo, ormai in preda a "furore archeologico" siamo stati nel vicino paese di Amelia ( notevoli le mura megalitiche di incerta attribuzione ) e abbiamo visitato le Cisterne Romane . In pratica sono 12 stanzoni che potevano accumulare circa 4000 metri cubi d'acqua e sono state realizzate dai Romani con tutta una serie di accorgimenti che vanno dalla perfetta coibentazione del soffitto, alla pendenza del pavimento, al fatto che le porte che permettavano la comunicazione da una stanza all'altra non sono sulla stessa linea . Bene, tutti i vari restauri che si sono succeduti nel tempo non hanno mai raggiunto la perfezione dell'originale Romano.